05.02

2019

Viaggio tra cabinovia, skilift e funivia...

SIAMO ABITUATI AD UTILIZZARE QUESTI IMPIANTI, ECCO TUTTI I SEGRETI

Impianti a fune in montagna

Quando andate a sciare vi siete mai chiesti il motivo per cui in alcune piste usate la seggiovia, in altre lo skilift o in altre ancora la cabinovia? Avete sciato sulla Paganella e siete saliti sulla seggiovia? Usate gli skilift?
Oggi vi sveliamo che studi ci sono dietro la costruzione dei differenti impianti di risalita e quali sono le loro sostanziali differenze.
Partiamo dalla motivazione che ha portato l’uomo a costruire impianti di risalita a fune. Come potrete voi stessi notare, innanzitutto si prestano ad un’ottima resa senza inquinare troppo, inoltre sono mezzi di trasporto adatti alla topografia del territorio poiché possono sorvolare ostacoli molto grandi (es. alberi) senza andare a compromettere eccessivamente il territorio. Non tralasciamo infine la comodità di un impianto che in pochissimo tempo ci fa compiere un dislivello di centinaia e migliaia di metri.
Il principio su cui si basano gli impianti di risalita sulle piste da sci è, come anticipato, quello a fune, esistono però varie tipologie di impianti: a monofune (per esempio la seggiovia o la cabinovia) o a bifune (per esempio la funivia) e ora vedremo insieme la loro applicazione.

 

Seggiovia
Impianto a fune

FUNIVIA - L’utilizzo di funi per il trasporto di cose o persone risale all’età antica, mentre l’uso di funivie per gli impianti di risalita risale al 1907 quando la prima funivia fu ufficialmente aperta. Questo mezzo permette di compiere grandi dislivelli in pochi minuti senza l’ausilio di molti piloni. Il principio utilizzato è quello del “vai e vieni” che consiste nella presenza di cabine movimentate da una fune traente e due portanti. Le cabine che salgono si appoggiano ad una fune portante diversa rispetto alle cabine che scendono e grazie alla presenza della fune unica, l’energia delle cabine che salgono viene recuperata dalle rispettive cabine che scendono. Le funivie viaggiano a circa 12 m/s e la portata dipende sia dalla lunghezza del tratto da percorrere che dalla grandezza delle cabine e la loro portata.
CABINOVIE - Le cabinovie che incontrerete sulle piste da sci sono anche comunemente chiamate “ovovia” per la loro tipica forma a uovo. Così come la funivia, anche la cabinovia si basa sul principio del “va e vieni” e permette quindi di superare grandi dislivelli e di avere una velocità abbastanza elevata. Solitamente sono delle vere e proprie “cabine” con porte a chiusura automatica e lo spazio esterno per riporre sci e snowboard. Infatti, la differenza sostanziale rispetto alle tradizionali seggiovie è che sia sciatori che pedoni possono accedervi. Ovviamente il comfort sarà maggiore perché anche in caso di intemperie i passeggeri saranno riparati completamente. La cabinovia può essere ad una fune (monofune) o a due o tre funi (bifune o trifune). La prima è ad ammorsamento automatico ed è tra gli impianti più diffusi. La tecnica è quella dell’ammorsamento delle cabine sulla fune che una volta arrivate in prossimità della stazione si staccano e proseguono passando in mezzo ad una batteria di pneumatici. Questo consente alle cabine di rallentare e di far salire i passeggeri per poi ritornare sulla fune. La velocità è di circa 6 m/s mentre la portata è solitamente di 8-10 persone.
Per quanto riguarda invece le cabinovie a 2 o 3 funi, denominate anche 3S dal nome tedesco 3 Seil, esse sono solitamente di maggiori dimensioni e hanno una superiore stabilità dovuta all’impianto multifune. Infatti, oltre al normale procedimento descritto per la cabinovia monofune, in questo caso esiste una seconda e/o terza fune portante su cui le cabine scorrono. Questo sistema permette di rendere la cabina più resistente al vento e alle intemperie. Un esempio di una cabinovia a “3S” è quella del Renon, in Alto Adige, che trasporta 35 persone alla volta da Bolzano al Renon.
SEGGIOVIE - Questa tipologia di impianto viene solitamente utilizzata in zone con grande dislivello altimetrico e di difficile accesso. Esistono due diverse tipologie: ad ammorsamento fisso e ammorsamento automatico e ora andremo a spiegare quali sono le loro principali caratteristiche. La seggiovia è costituita da una fune chiusa ad anello che collega le due stazioni terminali: quella motrice e quella di rinvio. La prima dove c’è l’impianto messo in movimento da un motore elettrico e solitamente si trova a monte, mentre la motrice di rinvio è composta da un disco girevole in folle (puleggia) che ruota su se stesso e solitamente si trova a valle in modo tale che il carico venga “tirato”.
L’ammorsamento fisso indica invece le seggiovie a collegamento permanente ed è il primo sistema utilizzato per la teleferica. Le seggiole che possono essere da 2 fino ad 8 persone sono collegate alla fune in maniera permanente. L’ammorsamento automatico è tipico delle seggiovie a collegamento temporaneo e come funzionamento è molto simile alla cabinovia monofune. Questa tipologia di impianto è molto amata dagli sciatori perché a differenza della seggiovia ad ammorsamento fisso ha sedili più comodi e carenature di protezione in caso di vento. Inoltre queste seggiovie sono sempre dotate di tappetino in gomma per agevolare la salita agli sciatori.
I limiti di velocità in Italia dipendono dal numero di posti si va da 2.5 m/s in una seggiovia ad ammorsamento fisso a due posti fino a scendere a 2,0 m/s con 6 posti. Per quanto riguarda invece la tipologia automatica il limite è di 5,0 m/s.
SKILIFT - Questo impianto ha lo stesso principio della seggiovia ad ammorsamento fisso, l’unica differenza è la presenza di piattelli monoposto o ancore biposto tramite cui lo sciatore si fa trasportare fino alla cima. Lo skilift arriva alla velocità di 3.5 m/s e per questo è utilizzato anche su medie distanze.
Non resta che utilizzare al meglio queste grandi invenzioni per trascorrere una bellissima giornara sulla neve!

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